La gestione dei social media è diventata un aspetto cruciale della strategia di marketing di qualsiasi azienda moderna. Con miliardi di utenti attivi su piattaforme come Facebook, Instagram, Twitter e TikTok, non c’è dubbio che una presenza forte sui social possa tradursi in maggiore visibilità, engagement e vendite. Tuttavia, non tutte le aziende riescono a gestire efficacemente i loro canali social, e molte commettono errori che possono avere conseguenze negative sul brand. In questo articolo, esploreremo i cinque errori più comuni nella gestione dei social media, insieme a un errore bonus, supportati da casi studio reali che illustrano come una cattiva gestione può trasformarsi in successi e opportunità.

1. Mancanza di una strategia chiara

L’importanza di avere una strategia definita

La prima trappola in cui molte aziende cadono è l’assenza di una strategia di social media ben definita. Senza un piano, è facile disperdere risorse e tempo, postando contenuti che non hanno un obiettivo chiaro. Una strategia efficace non solo guida la creazione di contenuti, ma stabilisce anche metriche di successo che possono essere monitorate nel tempo.

L’importanza di avere una strategia definita

Definire gli obiettivi è fondamentale pe trovare una strategia efficace. Gli obiettivi aiutano a valutare le performance e ad apportare le necessarie modifiche in corso d’opera.

Un obiettivo per essere realizzabile deve avere caratteristiche precise, riassumibili grazie all’acronimo SMART (specific, measurable, achievable, relevant, time-based) è fondamentale. Vediamo più nel dettaglio queste caratteristiche:

Specific: un obiettivo deve essere chiaramente interpretabile da chi poi dovrà mettere a terra una strategia, deve essere chiaro, specifico.

Measurable: per poter dire di aver chiaramente raggiunto l’obiettivo, questo deve essere misurabile: ci deve chiaramente dare l’idea di essere vicini o lontani dal suo completamento.

Archievable: un altro modo per mantenere la motivazione alta è creare obiettivi realistici. Magari possono essere ambiziosi, ma raggiungibili.

Relevant: l‘obiettivo deve essere rilevante, quindi importante per te o per la tua azienda. Questa è una questione di tempo e concentrazione, inutile perdersi in obiettivi che non hanno rilevanza per il business.

Time-based: impostare correttamente un obiettivo significa anche darsi delle scadenze, quindi legarli ad un determinato periodo temporale.

Creare un piano editoriale

Il piano editoriale è uno strumento essenziale per qualsiasi strategia di social media. Aiuta a organizzare i contenuti in modo sistematico e assicura una presenza costante sui vari canali.

Per avere informazioni più dettagliate su come si realizza un piano editoriale ti consiglio di leggere questo articolo Come creare un articolo un calendario editoriale: la guida completa

Calendario editoriale Ajisai Media

2. Ignorare il pubblico di riferimento

Social media Ajisai media

Comprendere il pubblico

Conoscere il proprio pubblico è fondamentale. Molte aziende non analizzano i dati demografici e comportamentali dei loro follower, il che può portare a contenuti che non risuonano con loro.

È essenziale avere una profonda comprensione di chi è il tuo pubblico target, quali sono i loro bisogni e desideri e come prendono le decisioni di acquisto. Comprendendo il pubblico di destinazione, si possono personalizzare le strategie di marketing per raggiungrlo in maniera efficace.

Segmentazione del pubblico

Una volta compreso il proprio pubblico, è fondamentale adattare i contenuti alle loro preferenze. La segmentazione del pubblico è una strategia di marketing basata sull’identificazione di sottogruppi all’interno del pubblico target, che punta a fornire messaggi ancora più personalizzati per creare legami più forti.

Esistono diversi paramentri che vengono presi in considerazione, vediamo insieme le diverse tipologie di selezione del pubblico e a cosa servono:

Segmentazione demografica: una delle forme più comuni e si concentra su attributi esterni come età, genere, stato civile, livello di istruzione e reddito. Questa forma di segmentazione è particolarmente utile per ottenere una visione generale del tuo pubblico.

Segmentazione comportamentale: va oltre gli attributi esterni per concentrarsi sulle azioni e comportamenti del pubblico, come le abitudini di acquisto, le preferenze di brand, l’uso dei media e la lealtà al brand. Questo tipo di segmentazione è efficace per comprendere come i consumatori interagiscono con i tuoi prodotti o servizi, consentendo di adattare le offerte e le strategie di comunicazione per massimizzare l’engagement e la conversione.

Segmentazione psicografica: analizza le caratteristiche più profonde del pubblico, esplorando aspetti come interessi, opinioni, stili di vita e valori. Questo approccio consente di comprendere i motivi sottostanti che influenzano le decisioni di acquisto dei consumatori.

Segmentazione geografica: si basa sulla posizione geografica dei consumatori, dalla scala macro (come paesi e regioni) fino a livelli più dettagliati (come città o quartieri). È di grande aiuto per le aziende che operano in mercati diversi, ove le differenze culturali, climatiche e socioeconomiche possono influenzare significativamente le abitudini di consumo e le preferenze del proprio pubblico di riferimento.

3. Contenuti di bassa qualità

Diversificazione dei contenuti

Gli strumenti per sviluppare questo settore promozionale sono numerosi, come articoli di un blog, infografiche, immagini, podcast e molto altri. Il problema di questi canali è che non tutti sono efficaci allo stesso modo.

Ciascuno presenta vantaggi e svantaggi specifici, anche in base al tipo di utente che stai cercando di raggiungere.

Infatti, secondo gli studi più recenti, le tipologie di contenuti che sembrano essere più efficaci per pubblicizzare il proprio brand sono essenzialmente due: testi e video.

Ad oggi si può affermare che gli esperti di marketing si dividono principalmente in due gruppi: da una parte i marketers che sostengono l’importanza dei classici contenuti testuali. Dall’altra, quelli che invece credono che i contenuti video siano il futuro della comunicazione online.

L’importanza della qualità visiva

Foto, immagini e grafiche godono di un’enorme portata comunicativa. Più in generale, i contenuti visuali sono uno strumento potente ed efficace per catalizzare l’attenzione degli utenti.

Non a caso, l’utilizzo di elementi visivi è essenziale nella realizzazione di contenuti in grado di comunicare il messaggio desiderato in modo chiaro e veloce. Il visual content deve seguire una logica convincente per sfruttare nel modo corretto la narrazione visiva e una chiara pianificazione per raggiungere risultati significativi.

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Contenuti testuali curati

Per contenuti testuali s’intendono i contenuti scritti in un sito web. È importante che essi rispondano ai requisiti di leggibilità online, ovvero una formattazione in paragrafi brevi, liste puntate, titolazioni e collegamenti ipertestuali. In questo modo diventano risorse facilmente fruibili per la maggior parte degli utenti a prescindere dal device utilizzato, purché il sito web sia responsive.

La qualità dei testi è una questione più attuale che mai con Google Panda. L’algoritmo introdotto dal motore di ricerca all’inizio del 2011, Google ha di fatto penalizzato tutti quei siti che ricorrevano a contenuti duplicati o di bassa qualità con il solo obiettivo di raccogliere più visite possibile. Dando vosì la priorità alla qualità e all’affidabilità dei testi ai fini di una positiva user experience.

4. Mancanza di interazione con il pubblico

Importanza della comunicazione bidirezionale

La comunicazione bidirezionale è un termine di marketing che si riferisce allo scambio interattivo di informazioni, idee o feedback tra due parti, spesso un’azienda e i suoi clienti. Questo approccio consente ai brand di interagire direttamente con il proprio pubblico.

Personalizzando i propri messaggi e affrontando le preoccupazioni in modo più efficace. I social media non sono solo una piattaforma per la pubblicità, ma anche uno spazio per interagire con il pubblico. Ignorare i commenti e le domande degli utenti può portare a un calo dell’engagement e a una reputazione negativa.

Gestione delle critiche

Se nel marketing tradizionale le imprese facevano cadere le informazioni dall’alto attraverso la pubblicità su un giornale o alla TV, oggi hanno trovato un contraddittorio: un cliente deluso o soddisfatto può attraverso internet prendere la parola ed esprimere il proprio punto di vista o raccontare la propria esperienza. Affrontare le critiche in modo costruttivo è fondamentale. Le aziende devono rispondere rapidamente e con empatia a qualsiasi feedback negativo, mostrando che sono disponibili a risolvere i problemi.

Ci sono tre tipi di critiche negative in cui ci si può imbatter: legittime, illegittime e denigratorie.

Una critica legittima corrisponde a un problema reale. Un cliente si è trovato male e lo vuole far sapere al produttore, per primo, e ad altri. Potresti trovare eccessivi i suoi toni, ma se qualcosa non ha funzionato, dovresti innanzitutto riflettere sull’errore commesso affinché non si ripeta.

Una critica illegittima è la conseguenza di un’aspettativa del nostro cliente che è stato deluso ma che nella realtà non corrispondeva ad una nostra promessa commerciale.

Esistono poi le critiche denigratori generalmente pubblicate da quel cliente non soddisfatto che usa la critica pubblica come strumento di ritorsione.

Ci sono tre cose da sapere quando si riceve un commento negativo:

Essere condizionato da un pregiudizio:  se ricevi una critica, mantieni la calma. Rifletti sulle reali cause e l’impatto effettivo del giudizio negativo sui tuoi affari.

Ci sono più persone coinvole: c’è una folla di osservatori silenziosi di cui tener conto. Sono quelli che andranno a leggere sia le critiche sia le tue reazioni. È la loro opinione ciò che realmente ti deve interessare perché tra essi ci sono i tuoi nuovi potenziali clienti.

Usare le parole “mi dispiace”: dire queste due parole non significa riconoscere la legittimità della questione sollevata ma riconoscerne il suo disagio.

Monitoraggio delle conversazioni

l social media monitoring è il processo di ascolto e analisi delle conversazioni online relative al tuo brand, ai tuoi prodotti, alla tua concorrenza e al tuo settore di riferimento. Questa pratica consente di raccogliere dati preziosi direttamente dalla fonte più autentica: i tuoi utenti e potenziali clienti.

Ascoltare i propri clienti è uno dei mezzi più potenti per ottenere informazioni di business: sentire cosa si dice in giro del proprio servizio o prodotto è il modo migliore di raccogliere consumer insights.

5. Trascurare l’analisi dei dati

Importanza delle analisi

In un mondo sempre più connesso, i social network hanno acquisito un ruolo cruciale per le aziende di ogni dimensione e settore. Attraverso l’analisi dei social media, è possibile ottenere diverse informazioni fondamentali.

Esistono quattro tipologie di analisi social media:

Analisi qualitativa: si concentra sulla comprensione del significato e del contesto delle interazioni sociali.

Analisi quantitativa: si basa su dati numerici, come il numero di like, condivisioni e commenti.

Analisi della performance: le metriche chiave includono il tasso di conversione, il coinvolgimento del pubblico e il ritorno sugli investimenti.

Analisi del pubblico: mira a comprendere le caratteristiche demografiche, psicografiche e comportamentali degli utenti coinvolti. 

Utilizzo di strumenti di analisi

L’analisi dei social network può essere condotta attraverso diverse tecniche, che permettono alle aziende di raccogliere e analizzare informazioni preziose sulle interazioni e le dinamiche che si sviluppano sui social.

Tra le principali tecniche di analisi dei social network troviamo:

– Il social Listening: o monitoraggio social media, è una tecnica che consente alle aziende di monitorare le conversazioni sui social network riguardanti la loro attività, i loro prodotti, i concorrenti e il settore in generale.

– L’analisi funzionale: è una tecnica più avanzata che implica l’uso di strumenti e metodologie specifiche per estrarre, elaborare e analizzare i dati provenienti dai social network. Quest’analisi può riguardare sia il contenuto delle interazioni che le informazioni strutturali sulla rete.

– Web Scraping: una tecnica che consente di estrarre dati e informazioni dai siti web e dai social network in modo automatizzato. Questa può essere utilizzata per raccogliere un grande volume di dati sui social network, come ad esempio i post degli utenti, i commenti, le condivisioni e le interazioni.

– Sondaggi e interviste: si tratta di tecniche qualitative che possono essere utilizzate per raccogliere informazioni sulle esperienze, le opinioni e le motivazioni degli utenti dei social media. Questi metodi permettono di approfondire aspetti specifici del comportamento e delle preferenze del pubblico e di integrare i risultati ottenuti attraverso le altre tecniche di analisi dei social network.

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Qualche tool utile

Tra i tool che abbiamo a disposizione bisogna fare una distinzione tra:

Strumenti esterni:

Hootsuite: si tratta di uno strumento molto popolare per la social media analysis. Hootsuite offre anche funzionalità di collaborazione, consentendo ai team di lavorare insieme e rispondere alle interazioni del pubblico.

Sprout Social: un’altra soluzione completa per l’analisi profili social.mSprout Social è particolarmente apprezzato per la sua interfaccia intuitiva e le sue funzionalità di reportistica avanzata.

Google Analytics: è uno strumento di analisi web che può essere utilizzato anche per monitorare e analizzare il traffico proveniente dai social network.

Strumenti interni:

Meta Business Suite: per analizzare i dati demografici, il coinvolgimento, le informazioni dettagliate sull’audience e l’interazione con i contenuti delle tue pagine Facebook e Instagram.

–  LinkedIn Marketing Solutions: per monitorare le performance delle pagine aziendali.

Twitter (X) Insight: fornisce dati sul coinvolgimento e l’andamento dei tweet.

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+1. Non sfruttare la pubblicità a pagamento

Potenzialità della pubblicità a pagamento

Molte aziende si affidano esclusivamente ai contenuti organici e trascurano le opportunità della pubblicità a pagamento, che può aumentare notevolmente la visibilità e l’engagement.

La pubblicità a pagamento è un’opzione nel panorama del marketing del brand. Può includere qualsiasi cosa, dai banner pubblicitari sui siti Web ai post “sponsorizzati” che scorri su Instagram, agli spot video intervallati dai tuoi eventi sportivi imperdibili. Con una così ampia varietà di opzioni per la pubblicità a pagamento può essere difficile per i brand scegliere da dove iniziare.

Sperimentare con diversi formati

Un ulteriore elemento interessante del paid advertising è che puoi fare tutto questo in modo multicanale: Facebook ti permette di impostare campagne che coinvolgono anche Instagram, Google Ads ti permette non solo annunci testuali nella SERP ma anche banner posizionati all’interno di siti che sono rilevanti per il tuo pubblico. 

La pubblicità a pagamento offre vari formati, come video, caroselli e annunci dinamici. Sperimentare con diversi formati può aumentare l’interesse e coinvolgere il pubblico in modi diversi.

Retargeting e remarketing

Il retargeting è una strategia efficace per raggiungere nuovamente i visitatori del sito che non hanno convertito.

Le campagne a pagamento ti permettono dunque di “mantenere caldi” contatti già acquisiti, indipendentemente che abbiano acquistato o meno. Nel primo caso puoi continuare a ingaggiarli; nel secondo, puoi offrire altri punti di contatto per creare quella fiducia verso il tuo brand necessaria ad arrivare all’acquisto. 

Utilizzare annunci mirati può riattivare l’interesse e aumentare le possibilità di conversione.